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È davvero un peccato. Cervelli eccellenti tra una fuga e l’altra continuano a lavorare per mettere a disposizione della nostra normalità una tecnologia facile da usare, nel quotidiano come  nell’ambiente di lavoro.

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Curiamo i nostri piedi

 

Dal benessere del piede parte il benessere di tutto il corpo. Questo miracolo di ingegneria è composto di 26 ossa, più di 30 articolazioni e muscoli, oltre 100 tra legamenti e tendini, migliaia di ghiandole sudorifere: sembra un cifra enorme, ma il nostro corpo è stato progettato per il movimento. E il piede è una macchina delicata che deve farsi carico, a ogni passo, di una pressione anche tre volte superiore al peso del nostro corpo. Grazie alla sua capacità di adattamento a qualsiasi terreno facciamo, senza accorgercene, una media di dieci mila passi al giorno, in città o in montagna, in discesa, in salita, arrampicando o correndo, sulla neve, sulla roccia, sull’erba o sui sassi. Il piede di chi pratica sport (a qualsiasi livello), oltre al maggior carico di lavoro al quale è costretto, deve sopportare sollecitazioni superiori alla norma, quali: brusche  accelerazioni, improvvisi arresti, ripetuti slittamenti, violente ricadute e cambi di direzione.
Inoltre, bisogna tenere presente che, quando si compie un qualsiasi movimento motorio (camminata o corsa), il peso corporeo si moltiplica scaricandosi sul piede. Considerando che correndo per un chilometro il piede viene appoggiato circa 500 volte, è facile immaginare a quale sforzo esso venga sottoposto. Tali situazioni di “sfruttamento” del piede, oltre ad affaticarlo, possono causare sensazioni di fastidio o di dolore più o meno intenso. Un dettaglio assai curioso è la varietà di tipi di pelle di cui sono composti i nostri piedi: dalla pelle spessa e robusta della pianta a quella morbida e sottile del collo del piede, alla pelle più liscia e resistente dietro il tallone e sotto l’arco plantare. Proprio per queste diversità dell’epiderma e a causa della struttura complicata bisogna indossare calzature adatte.
Una distribuzione errata del carico corporeo, movimenti alterati nel cammino, l’uso di scarpe inadatte, possono portare, nel tempo, problemi posturali e vascolari, deformità dolore. Va da sé che chi pratica sport deve prestare particolare attenzione ai propri piedi.
Per risolvere i problemi legati ai piedi, a volte bastano una corretta igiene, l’uso di calzature adeguate, di calze specifiche, oppure semplici cure che si possono effettuare comodamente a casa. Nei casi più gravi, è invece consigliabile una visita da un podologo, che prevede l’anamnesi del paziente, l’esame obiettivo, strutturale e biomeccanico e un esame baropodometrico informatizzato.

Igiene e cura
Sportivi o meno, per tutti è importante seguire una corretta igiene quotidiana che consta di alcuni semplici accorgimenti, quali:

  • lavare i piedi in acqua tiepida saponata e risciacquarli con acqua fredda;
  • asciugarli completamente, soprattutto in mezzo alle dita;
  • se la pelle tende a essere sudata, applicare dell’alcool;
  • rimuovere la pelle dura con la pietra pomice;
  • tenere sotto controllo le unghie delle dita con un regolare taglio dritto, non arrotondato ai lati.

La scarpa nello sport

Ribadiamo ancora una volta l’importanza delle caratteristiche di flessibilità e idoneità delle scarpe:

  • lunghezza: un centimetro di spazio dalla punta dell’alluce alle scarpe;
  • larghezza: ampie in modo da permettere alle dita di muoversi liberamente; altrimenti, le dita sfregano contro la scarpa e si possono formare callosità. Se il piede ha troppo gioco, d’altra parte, si possono formare vesciche da sfregamento;
  • profondità: le dita non devono spingere contro la parte superiore della calzatura; un buon sistema di chiusura per tenere fermo il calcagno;
  • attenzione alle cuciture interne; una pianta adatta alla forma del piede;
  • tomaia in materiale che favorisca la traspirazione. È consigliabile indossare sempre un paio di calze di buona qualità in fibre naturali o sintetiche concepite appositamente per la pratica sportiva.

Fattori critici
L’appoggio non corretto del piede incide negativamente sull’attività motoria, aumenta la fatica e determina un disarmonico sviluppo muscolare.

  • Se si sta molto in piedi o si èsoprappeso, si creano situazionidi “sfruttamento” del piede che,oltre ad affaticarlo, possono causaresensazioni di fastidio odolore. È per tale motivo che siassumono, anche
    inconsciamente,
    atteggiamenti di compensoche possono riflettersi sullacolonna vertebrale (mal dischiena) e sui legamenti.
  • Il cosiddetto “piede piatto” ècausato dall’abbassamento della volta longitudinale o arco plantare, e può causare dolore, nonché affaticamento precoce. Chi invece è affetto da “piede cavo”, è soggetto alla formazione di duroni, minore stabilità del piede e cattiva circolazione periferica perché la minor superficie d’appoggio comporta sovraccarico su calcagno e avampiede. In tutti i casi, è consigliabile una visita specialistica.
  • Il problema delle spine calcaneari, escludendo l’intervento chirurgico, può essere risolto con l’uso di un buon plantare su misura che, consenta di “scaricare”, cioè alleggerire, la pressione nei punti dolenti grazie all’aumento della superficie
    d’appoggio. Inoltre si può fare una terapia con onde d’urto ad alta intensità, ottenendo ottimi risultati in poche sedute.
  • Anche per l’alluce valgo è consigliabile l’uso di un buon plantare su misura, ma se questo non fosse sufficiente, si può intervenire chirurgicamente con un semplice intervento in day hospital.
  • Per risolvere i problemi circolatori, che provocano piedi freddi o bollenti, occorre favorire il ricircolo del sangue tramite massaggi che interessino tutta la superficie plantare, ricca di terminali venosi.
  • Molti sono i problemi causati dal diabete: basti pensare che questa malattia rappresenta la prima causa di amputazione non traumatica del mondo occidentale. Il 25% dei soggetti con diabete nel corso della propria vita avrà problemi a carico dei piedi. Il podologo esegue un esamestrutturale, un’osservazione dello stato cutaneo e lo studio dei carichi plantari. Le probabili ulcerazioni della cute devono essere “isolate” dall’apoggio, per evitare rapidi peggioramenti o infezioni.
  • Il piede è frequentemente coinvolto nelle malattie reumatiche e il dolore che ne deriva trova come elementi aggravanti: - la distribuzione errata del carico corporeo,
    - i movimenti alterati del cammino,
    - l’uso di scarpe inadatte.
    Generalmente, l’infiammazione articolare fa variare la forma e la posizione delle dita e, di conseguenza, il volume globale del piede, il quale entra in conflitto con la suola e la tomaia delle scarpe. Anche in questo caso può tornare utile una visita specialistica.

Plantari
Un buon plantare, creato sulla propria impronta, garantisce una distribuzione ideale dei  carichi e delle forze nelle varie fasi dell’attività motoria, aiutando l’atleta nella prevenzione di tutti quei disturbi legati alla pratica sportiva, come per esempio: la minore resistenza alla fatica, le sofferenze crampiformi, le lelsioni tendinee, la formazione di vesciche e calli e la compromissione delle unghie.

Calze sportive di ultima generazione
Le stesse aziende produttrici di calzature e capi di abbigliamento sportivo immettono sul  mercato svariate tipologie di calze, a seconda delle destinazioni d’uso. Esistono in  commercio calze di filati naturali oppure sintetici, filati grossi oppure sottili, alte o basse, tutto questo per garantire massimo comfort, oppure una migliore calzata della scarpa.
Attenzione alle cuciture interne accentuate. Per le scarpe ultraleggere esistono calze in filati sintetici leggerissimi che garantiscono una perfetta calzata della scarpa senza cuciture interne, assicurando agli atleti il massimo utilizzo energetico della spinta del piede, oltre che evitare qualunque problema legato a sfregamento della cute.
Le fibre d’argento unite a fibre tessili danno origine a filati di nuova concezione che  contengono tutte le proprietà scientificamente riconosciute all’argento:
la funzione antimicrobica e quindi antiodore, naturale al 100%, conduttrice di calore (quindi freca in estate, calda in inverno), antistatica e terapeutica. Tali calze hanno la capacità di espellere velocemente il sudore lasciando la pelle asciutta.

Le vesciche

Sono lesioni della cute che si manifestano con il sollevamento di uno strato di pelle e la conseguente fuoriuscita di liquido, causate da una frizione prolungata dovuta alla forma o alla misura inadeguata della scarpa o della calza, o alla presenza di cuciture in rilievo che premono sulla cute e determinano sfregamento con il movimento.

Suggerimenti:

per curarle, si può attendere che il liquido si riassorba spontaneamente. Per accelerare la guarigione, è possibile bucare la bolla con un ago sterilizzato e ripetere l’operazione quando il liquido si riforma. Si può anche rimuovere la parte superiore della vescica usando solo strumenti sterili, per non correre il  rischio di infezioni. Sono da evitare le creme che favoriscono la macerazione della pelle, mentre sono molto utili i bagni con permanganato di potassio.
Esistono infine cerotti specifici da applicare sulla vescica che proteggono la parte lesa, assorbono il liquido e leniscono il dolore, e possono essere usati anche in via preventiva.

I calli e i duroni

Si tratta di indurimenti o ispessimenti dello strato corneo della pelle che si formano dove si vengono a creare zone di frizione o pressioni continue, a causa di scarpe di forma o misura non adatta al proprio piede, oppure per colpa di un appoggio non corretto che porta a caricare su zone in cui la pelle è più delicata (solitamente sulla parte anteriore del piede, alla base delle dita).

Suggerimenti:

Per eliminare le callosità, si deve tenere il piede a mollo nell’acqua tiepida in modo da ammorbidire l’ispessimento e si sfrega quindi con pietra pomice o altri prodotti specifici, fino a eliminarlo. L’uso di imbottiture morbide con foro centrale permette di alleviare la pressione della scarpa sul callo. La rimozione con forbici è sconsigliabile per il rischio di infezioni.
È meglio evitare anche i callifughi, che possono rivelarsi dannosi per la pelle a causa del contenuto di sostanze acide: meglio, piuttosto, rivolgersi al podologo.
Una volta eliminato il problema, come prevenzione è opportuno cambiare le scarpe (se sono troppo strette o di forma inadeguata al piede) o adottare solette che ne migliorino il comfort, rendendole più adatte al piede (se sono troppo larghe). Infine, se il problema riguarda la pianta del piede (a livello dell’avampiede), è opportuno consultare il podologo, che può suggerire un plantare personalizzato per correggere l’appoggio.

Unghie incarnite

Le unghie delle dita dei piedi e delle mani agiscono come sonde, a protezione della pelle sottostante.
Spesso però si danneggiano da sole: uno degli esempi più comuni è l’unghia incarnita. Abitualmente il disturbo colpisce gli uomini tra i 15 e i 40 anni e può essere provocato da diversi motivi: la struttura dell’unghia, l’andatura, l’eccessiva traspirazione, una ferita. La causa più comune è però il modo scorretto di tagliare le unghie: tagliandole troppo corte, o ai lati, se ne può lasciare una parte tagliente che penetra nella carne quando le unghie ricrescono.
Le scarpe e le calze strette peggiorano la situazione.

Suggerimenti:

si può prevenire l’insorgere del problema mantenendo i piedi puliti con regolari pediluvi, asciugandoli accuratamente e applicando un po’ di borotalco e indossando calze di cotone pulite ogni giorno e scarpe adatte che permettono al piede di respirare. Le unghie del piede vanno tagliate correttamente con strumenti appropriati. Gli anziani o i diabetici dovrebbero sempre rivolgersi a uno specialista. Tutte le cure possono essere eseguite in un regolare studio podologico: se c’è un’infezione, lo specialista di solito lima il bordo dell’unghia e ne rimuove il frammento che reca dolore. Se l’unghia è infetta o trasudante, può ridurre l’infiammazione e togliere eventualmente frammenti con l’anestesia locale.
Se il problema si ripresenta, o è grave, i podologi probabilmente raccomandano che il lato dell’unghia e il fondo (basamento) siano rimossi sotto anestesia locale.


I principali problemi che affliggono gli sportivi (e non solo)

Le più comuni infezioni dafungo (dermatomicosi) dellapelle sono quelle che  interessanoi piedi. La calzatura creale necessarie condizioni diumidità e calore tra le dita deipiedi e la comune attività permettela propagazionedell’infezione.
Le piscine e gli spogliatoisono i luoghi dove è più frequentecontrarre l’infezione.Le infezioni da fungo possonoessere causate da una quantitàdi microrganismi e  possonopresentarsi con livelli diversidi gravità sulla pelle e sulleunghie, e affliggere  persone ditutte le età, ma i bambini sonopiù soggetti a contrarre il tipopiù comune: “il piededell’atleta” (tinea pedis). I sintomidi questa infezione sono:

  • prurito tra il quarto e ilquinto dito del piede;
  • pelle arrossata, dall’aspetto infiammato che spesso crea prurito;
  • pelle che si squama, si spella o si screpola;
  • esantema doloroso, pieno di pus, trasudante. Altre infezioni da fungo della pelle possono apparire come:
  • piccole pustole a forma di chiazze su uno o entrambi i piedi, dall’aspetto di fioritura (eruzione cutanea);
  • pelle secca, arrossata e squamosa per tutta la pianta del piede denominata “tipo mocassino”.

Anche le unghie delle dita dei piedi possono essere infette, si mostrano  ispessite, fragili e di colore giallognolo-marrone e presentano un aspetto “mangiato dai vermi” o poroso.

Suggerimenti:

Come prevenzione, è opportuno:

  • lavare i piedi almeno una volta al giorno con sapone e acqua tiepida, asciugando accuratamente e delicatamente la pelle tra le dita;
  • scegliere calze in fibra naturale (preferibilmente cotone) o in materiali appositamente concepiti per favorire la traspirabilità;
  • indossare scarpe adeguate o sandali dovunque possibile, che permettano all’aria di circolare. Evitare materiali poco traspiranti come la gomma;
  • cambiare la calze ogni giorno;
  • usare moderatamente una polvere o un vaporizzatore antifungo tra le dita dei piedi, togliendo l’eccesso di polvere con del cotone.

Chi invece ha già un’infezione da fungo, per evitare di propagarla, deve:

  • non indossare mai scarpe o ciabatte altrui;
  • usare il proprio asciugamano personale;
  • risciacquare accuratamente la vasca da bagno o il piatto doccia dopo l’uso.

Per ciò che riguarda la cura delle infezioni della pelle del piede, ci sono molte creme e polveri efficaci sul mercato, ma è meglio consultare un podologo per un consiglio sul prodotto più adatto. Le infezioni dell’unghia del dito del piede sono più  difficili da guarire. Poiché l’unghia è ispessita a causa dell’infezione da fungo, deve essere assottigliata il più possibile dal podologo prima di usare un trattamento come una tintura o una crema. Ciò permette alla cura di raggiungere la zona affetta nel modo più efficace. Anche le verruche si possono prendere in piscina, in spiaggia, in uno spogliatoio. Sono
molto frequenti, quasi sempre benigne, spesso dolorose, talvolta dall’aspetto sgradevole. Sono una malattia contagiosa della pelle  causata da virus. Si manifestano sulla cute come papule ben  demarcate con una superficie rugosa e irregolare. Le sedi più frequentemente colpite sono le mani, le ginocchia, i gomiti e la pianta dei piedi.
È utile trattare le verruche per evitare di contagiare altre persone
e la diffusione in sedi diverse.

Effettuare la medicazione in modo accurato:

  • immergere la parte affetta in acqua calda per qualche minuto e asciugare con salvietta personale;
  • asportare la parte superficiale della verruca con forbicina senza agire troppo profondamente, altrimenti potrebbe sanguinare (in alternativa sfregare con pietra pomice);
  • applicare su ogni verruca una quantità di soluzione antiverruche tale da coprire tutta la sua superficie (evitando la cute sana), e aspettare poi che il liquido asciughi bene e, seccando, rimanga aderente alla verruca;
  • coprire con un cerotto di garza non medicato;
  • ripetere il trattamento ogni 24 ore, preferibilmente alla sera, per circa 20-30 giorni, fino a rimuovere completamente la verruca.

Il trattamento di solito non è doloroso, ma se comparissero bruciore e irritazione attorno alla verruca, si consiglia di non medicare per 2-3 giorni; la comparsa di un’area biancastra e macerata intorno alla
verruca è da considerarsi invece normale; fino alla completa guarigione, la persona con verruche deve utilizzare salviette personali. In alcuni casi, se il trattamento non risultasse efficace, è necessario rivolgersi a un podologo che può rimuovere le verruche con altre tecniche; per i casi più gravi, si può decidere di intervenire chirurgicamente.

 


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