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È davvero un peccato. Cervelli eccellenti tra una fuga e l’altra continuano a lavorare per mettere a disposizione della nostra normalità una tecnologia facile da usare, nel quotidiano come  nell’ambiente di lavoro.

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RUNNING - ANCORA UN PASSO AVANTI

RUNNING

È passato già un anno da quando, proprio su queste pagine, sono stati proposti i nuovi parametri oggettivi in grado di  spiegare le calzature sportive a chi volesse avere con questi attrezzi, indispensabili per tutti, un rapporto un po’ più approfondito.
Un anno è certamente un tempo sufficiente per prendere confidenza con le novità, ma lo stesso in queste righe si  cercherà di fare ulteriore chiarezza su quelle caratteristiche al fine di rendere ancora più familiari termini come:
● superficie d’appoggio
● differenziale antero-posteriore
● portanza
● controllo laterale (stabilità)
● ammortizzamento
● risposta elastica
● flessibilità
● peso
● resistenza.
All’interno della grande famiglia di parametri presi in considerazione dai costruttori e dagli studiosi di calzature ne bastano una decina per avere un quadro chiaro di ciò che serve e del perché serve ai propri piedi e, tra questi, al podista è necessario spiegarne solo alcune affinché la sua scelta sia sempre più ponderata. E più precisamente: superficie d’appoggio, differenziale, portanza, risposta elastica e peso. Anche se proprio il peso è la causa di una grande novità all’interno delle categorie legate al running:
● nasce la categoria A0 minimaliste che accoglie tutte le calzature che proprio calzature non sono perché rivendicano una libertà del piede anche quando si ami macinare parecchi chilometri che le porta a mancare di quasi tutto quello che storicamente rappresenta la struttura della scarpa sportiva. Proprio per questo le A0 sono calzature indicate per  andature, gare di pochi chilometri e defaticamento.
● Le altre categorie restano invece immutate in quanto a riferimenti numerici e di utilizzo. Le A1 superleggere non superano solitamente i 250 grammi e servono a chi se lo può permettere per peso e ritmo. Le A2 intermedie comprese tra i 240 e i 295 grammi rappresentano la calzatura ideale per l’allenamento del fenomeno e la gara del tapascione.
Le A3 massimo ammortizzamento con peso quasi sempre sopra i 290 grammi di fatto dominano il gran mondo del  podismo amatoriale sia perché ognuno vi può trovare quello che fa al caso suo sia perché non hanno praticamente controindicazioni. Le A4 stabili anche loro sempre sopra i 290 grammi vanno scelte con cautela e sempre in presenza di effettivi problemi di appoggio.
Tornando invece ai parametri essenziali legati alle calzature da podismo eccone una lettura alla portata di tutti perché declinata in funzione delle categorie storiche della rivista, ormai punto di riferimento per aziende e podisti che operano lungo tutto lo stivale.
Superficie d’appoggio: parametro che indica quanta parte del battistrada prende contatto col terreno e che dipende quindi inevitabilmente dalla categoria a cui appartiene la calzatura. Limitata per minimaliste e superleggere dove  l’appoggio a terra è veloce e sbilanciato sull’avampiede, aumenta con le intermedie che sono destinate a chi abbia tempi di appoggio maggiori e raggiunge i suoi valori più ampi nelle massimo ammortizzamento e nelle stabili dove la rullata completa del piede è all’ordine del giorno.
Differenziale antero-posteriore: importante caratteristica delle scarpe da running – impegnate in un gesto sempre sul piano sagittale – legata alle sollecitazioni del tendine di Achille e alla risposta elastica dei muscoli. Indica il dislivello esistente – all’interno della calzatura – tra la parte anteriore e quella posteriore: più è elevato questo valore e meno
si affatica il tendine, anche se si perde in risposta elastica che è la dote muscolare in grado di far fare meno fatica a chi la sfrutti. Anche qui il valore è più limitato per le categorie veloci (A0 e A1) e sale più ci si sposta tra le calzature destinate a ritmi lenti e a soggetti pesanti, anche se soggetti veloci con problemi tendinei è bene che vi facciano
i conti.
Portanza: valore decisamente importante  anche se scientificamente riguarda più i costruttori che i podisti che indica quanto un’intersuola deformata durante l’appoggio sia in grado di ridare energia tornando alla sua normale dimensione. Si può intendere un po’ come l’opposto del potere ammortizzante, perché tanto più un’intersuola ha portanza e sostiene
il podista, tanto meno è ingrado di ammortizzare l’impatto col suolo che, per essere importante, necessita di materiale più deformabile.
Lo si può valutare empiricamente schiacciando l’intersuola col dito anche se il feeling con una calzatura più o meno  portante la può dare solo la fluidità della corsa.
Risposta elastica: è la conseguenza dei diversi livelli di portanza ed è quel valore che ancora di più può dare solo macinando chilometri. Se è infatti scientificamente provato che un muscolo prestirato sia in grado di dare un ritorno di energia  grazie alle sue componenti elastiche in serie e in parallelo e che questo a ogni passo consenta di far risparmiare energia, è altrettanto vero che pure i materiali con cui sono assemblate le calzature da running hanno una caratteristica
analoga. In maniera più o meno marcata e indipendentemente dalla categoria di appartenenza del modello utilizzato.
Peso: parametro tra i più immediatamente valutabili per il rapporto diretto con la quantità di materiale presente nella calzatura e quindi per la massa della stessa, è un valore dal quale oggi non si può prescindere. Pesi diversi obbligano a ritmi diversi e quindi a prestazioni differenti anche se non è detto che il meglio corrisponda sempre al peso leggero. Soggetti pesanti, con difetti di appoggio o che si allenato su terreni sconnessi non avrebbero vantaggio dal correre con calzature appartenenti alle prime due categorie, così come un soggetto leggero e dall’appoggio rapido non ha certamente
interesse a gareggiare con delle calzature stabili. Volendo parlare coi numeri si può evidenziare che oggi non esistono più calzature sopra i 350 grammi circa – che anni fa potevano spaventare qualcuno – e questo in nessuna categoria. A  testimonianza del fatto che una delle conseguenze dello studio di nuovi materiali va decisamente nella direzione del risparmio di peso.

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