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Provate per voi: Nike React Infinity Run

Comode, eccezionalmente stabili, ben ammortizzate e polivalenti. Adatte a vari tipi di runner, di qualsiasi peso, e a diversi utilizzi, con una predilezione per le distanze da medie a lunghe e le andature non troppo veloci.

Analizzato dal nostro esperto, ecco il modello col quale l’azienda statunitense persegue l’obiettivo di contribuire alla riduzione degli infortuni

Alla Nike, nata con il running boom degli anni Settanta, va riconosciuta la quota maggiore del merito di aver reso accessibile l’ammortizzazione, fondamentale caratteristica, che ha fatto diventare meno traumatica la corsa su strada e l’ha cambiata.
Ultimo episodio di questa sfida è l’uscita sul mercato delle Nike React Infinity Run.

La sfida: meno infortuni

Secondo le conclusioni di uno studio effettuato alla British Columbia Sports Medicine Research Foundation, queste scarpe hanno determinato un’incidenza di infortuni inferiore del 52% rispetto alla precedente Nike Air Structure 22. Lo studio ha coinvolto 226 runner, suddivisi in due gruppi impegnati in un identico programma di allenamento di 12 settimane: un gruppo lo ha svolto calzando il nuovo modello, l’altro utilizzando la già ricordata Nike Air Structure 22.

L’analisi

La sagoma della suola evidenzia un’ampia superficie di contatto con il terreno, particolarmente larga ai lati dell’avampiede e sotto al calcagno, mentre risulta invece scavata bilateralmente nel mesopiede, dove si nota una marcata “sciancratura” (il che significa che in quella zona la scarpa “veste” il piede in modo attillato, ndr).  

La tomaia è in una versione evoluta di maglia Flyknit, molto solida e contenitiva nell’intera zona anteriore mentre il colletto e la linguetta sono elastici e completamente privi di imbottitura.

Impressioni su strada

La calzata risulta particolarmente fasciante nell’area posteriore e centrale, mentre è decisamente più ampia nell’avampiede. Negli allenamenti effettuati con le Nike React Infinity Run ho percepito nettamente il sostegno bilaterale, che accompagna il piede durante l’intera rullata. Nell’uso si capisce come l’intersuola React intervenga in sinergia con l’inserto rigido a ferro di cavallo nell’evitare “spanciamenti” indesiderati e garantendo un’invidiabile stabilità.

 

Leggi l’articolo completo di Filippo Pavesi su Correre di febbraio 2020.