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Essenziali e leggere, danno il meglio nelle andature sostenute e in quelle comunque caratterizzate da accelerazioni e cambi di ritmo.

Alla base della gamma performance 2020 c’è la tecnologia Hyper Burst, una novità che davvero rivoluziona il processo di produzione di un’intersuola

Ritorna nel mondo del running il celebre marchio dal piede alato che negli anni Ottanta e Novanta aveva equipaggiato con suole Goodyear Indy 500 diversi modelli di aziende come Saucony, Etonic, KangaRoos ecc.

 

Come funziona

Il processo di sviluppo dell’Hyper Burst ha richiesto 3 anni e la messa a punto di un sistema di produzione completamente nuovo: si tratta infatti di infondere all’interno della massa del materiale da espandere dell’anidride carbonica (CO2) portata allo stato di fluido supercritico (significa che si trova al di sopra del proprio punto critico, cioè temperatura critica e pressione critica.

Il materiale così trattato (un copolimero a base di EVA, “imbibito”, cioè saturato di CO2) viene poi iniettato negli stampi, costruiti con dimensioni dimezzate rispetto al componente desiderato. Poi, all’apertura degli stampi, il ritorno alla pressione e alla temperatura ambiente determina l’immediata espansione della CO2 inglobata nel materiale, con conseguente “esplosione” del pezzo, che si espande velocemente, fino a raggiungere la dimensione prevista.

 

Le componenti del modello

Le nuove GoRun Razor 3 Hyper utilizzano una corposa intersuola Hyper Burst, dal caratteristico aspetto translucido.

Un sottile battistrada segmentato in 5 parti, traforate con ampie finestre di alleggerimento, fornisce una notevole superficie di contatto. Anche la tomaia è innovativa, formata da un unico pezzo prodotto grazie a una doppia tessitura: la faccia interna in leggera rete traforata, l’esterno in sottile maglia anaelastica in monofilo di nylon, per evitare deformazioni.

Impressioni su strada

Nel correre con le Skechers GoRun Razor 3 Hyper si percepisce la calzata snella, piuttosto aderente, indicata per piedi medi.
Notevole la traspirabilità complessiva, ottimo il comportamento in caso di pioggia, dato che il monofilo della tomaia azzera il possibile assorbimento d’acqua.

 

Leggi l’articolo completo di Filippo Pavesi su Correre di febbraio 2020.