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Scarpe novità: il ritorno di Nike nel trail running

A Barcellona, lo scorso 24 maggio, è stata presentata in anteprima europea la nuova collezione off road del brand statunitense.

A Barcellona, lo scorso 24 maggio, è stata presentata in anteprima europea la nuova collezione off road del brand statunitense. Noi di Correre abbiamo così potuto provare la nuova Air Zoom Pegasus 36 Trail

Air Zoom Pegasus 36 Trail 

La vocazione della Nike per la corsa in natura, in fondo, comincia con la storia stessa dell’azienda. Le suole Nike Waffle (le prime suole in gomma con solidi tacchetti quadri alti 4-5 mm), infatti, sono state tra le prime in grado di comportarsi assai bene sia su fondi sterrati o erba (sui quali il profilo aggettante fornisce un’ottima trazione) sia sull’asfalto o altre superfici dure, nel cui caso i tacchetti penetrano nell’intersuola morbida agendo come una matrice di pistoncini, che contribuisce all’ammortizzazione.

È per questo che a noi di Correre non è sembrato strano quando, il 24 maggio scorso, a Barcellona, abbiamo assistito in anteprima europea alla presentazione della nuova collezione Nike per il trail running.

 

La star della collezione

Una collezione, questa Nike Trail 2019, caratterizzata da modelli interessanti e da una vera e propria star: la Air Zoom Pegasus 36 Trail.
Si tratta di un modello affine all’ultima versione della Pegasus (la Nike da running di maggior successo di sempre), che è la Air Zoom Pegasus 36, ma che è stata accuratamente riprogettata per il trail running.

  • La tomaia è interamente in robusto tessuto a rete, con ampi rinforzi in TPU intorno all’avampiede e sul calcagno;
  • l’intero pacchetto suola-intersuola (che visivamente assomiglia molto a quello della Air Zoom Pegasus 36 da strada) è stato completamente riprogettato, perché per migliorare la stabilità e il controllo sulle superfici irregolari, con la variabilità degli impatti caratteristici del trail running, l’intersuola della Air Zoom Pegasus 36 trail è stata allargata di quasi mezzo centimetro, e resa un po’ più alta e avvolgente, oltre a essere stata divisa in tre diverse aree di portanza, con due distinti cuscini Air Zoom, il primo sotto i metatarsi e il secondo sotto il calcagno, inseriti in un letto di Cushlon a media portanza (mentre la Pegasus da strada ha una costruzione più semplice, con un unico materassino Zoom a tutta lunghezza);
  • l’intera suola, in solida gomma Nike BRS, è scolpita con tacchetti di generose dimensioni, con un’altezza compresa fra 3 e 4 mm (contro i 2 mm della Pegasus da strada), con forma pentagonale in tutta la zona mediale, mentre la fascia laterale è percorsa da una doppia serie di Waffle rettangolari, separati da profondi solchi longitudinali e intervallati da quattro canali di flessione, per massimizzare l’adattabilità al terreno;
  • tutti i tacchetti sono stampati con le pareti verticali svasate e con la testa piatta, così da offrire una buona aderenza sulle superfici lisce e risultare confortevole anche su strada;
  • il perimetro laterale, inoltre, in particolare intorno al tacco, è ampiamente arrotondato, sia per potersi adattare facilmente ai diversi angoli di atterraggio, sia per favorire lo scarico di fango o detriti.

 

Trovi l’articolo completo di Filippo Pavesi sul numero 417 di Correre, luglio 2019.